Stress, Ansia e Attacco di Panico
Stress, Ansia e Attacco di Panico

Stress, Ansia e Attacco di Panico

“Questa Situazione mi crea ANSIA” … “Il solo Pensiero mi STRESSA”

 
Cos’è l’Ansia?
  Stati d’ansia e situazioni stressanti sono sperimentate da tutti noi nel corso della vita. Si tratta di condizioni che ci pongono in uno stato di allerta rispetto ad un potenziale pericolo. Solitamente, la percezione del pericolo è eccessiva rispetto alla situazione reale. Ciò comporta una serie di cambiamenti fisiologici: aumento del battito cardiaco e della frequenza del respiro, sudorazione, ecc. Si tratta di un fenomeno naturale finalizzato all’attivazione dell’organismo verso situazioni percepite come pericolose.
Questo stato di attivazione ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere in condizioni estreme, di esplorare l’ambiente alla ricerca di cibo e riparo, di avere confronto e rassicurazione e, soprattutto, di garantirsi una via di fuga nel caso di attacchi da parte dei predatori. Oggi viviamo in ambienti confortevoli, siamo circondati da persone che potrebbero attivarsi in caso di necessità, abbiamo molte agevolazioni tecnologiche per monitorare il nostro stato di sicurezza…eppure sperimentiamo sempre più spesso stati d’ansia: Chi è il Predatore? Cosa nutre il nostro stato di attivazione fisiologica? Con l’avvento del benessere sembra aumentata la sintomatologia connessa agli stati d’ansia. Tra i sintomi più comuni dell’ansia possiamo brevemente citare:
Nervosismo; Apprensione; Insonnia; Apnea; Facilità al pianto; Palpitazioni; Spossatezza; Crampi allo stomaco.
L’ansia è un sintomo, in quanto tale, va interrogato per renderlo funzionale alla nostra vita. Generalmente si tratta di sensazione transitorie non negative per la persona: pensiamo all’ansia da prestazione per un esame o per un colloquio di lavoro, essa ci comunica che stiamo facendo qualcosa d’importante per noi per cui è necessaria una certa preparazione. In questo caso l’ansia ci sprona a dare il meglio di noi, ad approfondire alcuni aspetti per raggiungere il risultato sperato. Paradossalmente, è la stessa ansia a bloccarci agli esami, a farci sperimentare stati di semi derealizzazione…Allora come funziona?
Quando L’Ansia diventa Negativa?
Quando non abbiamo un reale motivo, quando siamo disorientati e cerchiamo di sfuggire al nostro sentire, quando ci creiamo scenari terrificanti o eccessivamente grandiosi senza una reale comprensione dei nostri punti di forza e di debolezza…in sintesi “Quando lo stato ansioso insorge senza una giustificazione realistica!”. In questi casi spesso …  
Arriva L’Attacco di Panico
“Cioè crisi acute caratterizzate da paura, palpitazioni e comportamenti disordinati e afinalistici” Si tratta di un evento dalla natura fortemente sofferente e traumatica, caratterizzato dall’insorgenza improvvisa di diversi sintomi, sia fisici sia psicologici, che causano uno stato di blocco caratterizzato da impotenza e altre emozioni. La sensazione è di “morire” o di “essere sopraffatti”, ma fortunatamente è solo una sensazione che purtroppo, per la persona che la sperimenta, ha caratteristiche fin troppo reali. Possiamo semplicemente definire l’attacco di panico come la risposta psico-fisica a situazioni di stress prolungate. Esso è quindi una scarica, non ben definita e distribuita, di energia e tensione accumulate. Tali tensioni non sono state riconosciute dall’individuo, oppure, nel tentativo di stare al passo con le richieste del mondo esterno, sono state accumulate grazie ad un irrigidimento che gli ha permesso di resistere per un periodo di tempo…. Purtroppo un corpo rigido è destinato a spezzarsi all’arrivo di un piccolo stress apparentemente non connesso alle situazioni per la persona rilevanti e problematiche (la classica goccia d’acqua che fa traboccare il vaso!).
La Paura della Paura
La persona che sperimenta un attacco di panico spesso convive con la paura di un nuovo attacco. Questa paura diventa più invalidante dello stesso panico. Alcuni pazienti riportano di non avere più il coraggio di uscire di casa da soli, di frequentare luoghi affollati, di andare in vacanza…perché sono esperienze che mettono in difficoltà rispetto all’apparente controllo che hanno rimanendo accanto ai famigliari o in luoghi per loro protettivi. È evidente che più l’evitamento viene prolungato, più la situazione sfuggirà dal controllo fomentando la paura. Da questo procrastinare continuo in attesa che l’ansia diminuisca e che la paura della paura si riduca, emerge spesso una condizione depressiva legata alla deprivazione prolungata degli stimoli esterni, alla riduzione dell’area di vita (dai limiti auto imposti alla socialità, ecc…). I contesti in cui si manifestano più comunemente i primi attacchi di panico sono legati a situazioni percepite come agorafobiche (essere alla guida da soli; in autobus; in piazza). Tra i sintomi che costituiscono l’attacco di panico abbiamo:
  • Sudorazione improvvisa
  • Palpitazioni
  • tremore
  • sensazione di soffocamento
  • dolore o fastidio al petto
  • Timore di impazzire
  • Brividi o vampate di calore
  • Parestesie (sensazioni di intorpidimento o formicolio)
  • Nausea o disturbi addominali
  • Sensazione di asfissia (nodo alla gola)
  • Paura di perdere il controllo (paura di fare qualcosa di imbarazzante in pubblico; paura di scappare; paura di perdere la calma)
  • Sensazioni di sbandamento, perdita dell’equilibrio, instabilità (vertigini)
  • Tremori fini o a grandi scosse
  • Derealizzazione (percezione del mondo esterno come strano e irreale, sensazioni di stordimento e distacco)
  • Depersonalizzazione (alterata percezione di sé caratterizzata da sensazione di distacco o estraneità dai propri processi di pensiero o dal corpo).
Eventi di vita e fattori che facilitano l’emergere di Ansia e Panico
Come abbiamo visto, Ansia e Panico emergono in periodi di forte stress per la persona, spesso anche dopo il superamento di un periodo o evento stressante. Si tratta di situazioni che fanno persistere uno stato di tensione interna che deve fisiologicamente sfociare verso l’esterno. Tra gli eventi di vita precipitanti riferiti più comunemente troviamo:
  • Un cambio di lavoro (anche in senso migliorativo)
  • Il matrimonio/convivenza;
  • La separazione;
  • La perdita o la malattia di una persona significativa;
  • Violenza subita o a cui si è assistito in maniera impotente;
  • Problemi finanziari;
  • Cambio di stile di vita (come è successo con il covid-19 dove oltre alla paura della malattia, è stato necessario inserire nuove regole e limiti al nostro precedente stile di vita).
Consigli Utili
  1. Tecniche utili per gestire le tensioni e lo stress:
  • Respirazione diaframmatica;
  • Rilassamento.
  1. Prendersi del tempo per sè:
  • Sentire i propri bisogni;
  • Ascoltare le proprie emozioni;
  • Dare valore a sé stessi;
  • Dare valore al proprio tempo;
  • Ascoltare il proprio ritmo (ognuno di noi ha un proprio andamento, dobbiamo riflettere su qual è il ritmo per noi più appropriato in un determinato momento di vita);
  • Dare corpo al nostro Tempo (Gli antichi greci avevano quattro parole per indicare il tempo: χρόνος (chronos), καιρός (kairos), αἰών (Aion) e ἐνιαυτός (Eniautos). Mentre chronosè quantitativo, kairos ha una natura qualitativa. Come divinità Kairos era semi-sconosciuto.
  1. Fare una valutazione del livello di soddisfazione personale;
  2. Valutare la possibilità di un percorso di psicoterapia.

La Psicoterapia per L’Attacco di Panico

Oltre a recuperare uno stile di vita più adatto a noi, è bene evidenziare che spesso dietro un attacco di panico ci possono essere cause antiche che ancora adesso hanno un ruolo, anche se in maniera inconsapevole, nella nostra vita. È il caso dei traumi (vedi il trauma nella sezione ad esso dedicata del sito) non riconosciuti dalla persona, ma che hanno creato uno scollamento tra la parte emotiva e quella razionale. Eventi apparentemente non collegati al presente possono evocare ricordi corporei (sintomatologia fisica e emotiva) che possono originare stati di “blocco”, “fuga”, “morte apparente”, “vertigini”, ecc. La Psicoterapia della Gestalt permette di mettere in contatto i vari aspetti della persona (riconosciuti e non riconosciuti) in modo da creare una comunicazione tra le parti. Il sintomo è l’interlocutore primario della persona, non va demolito, ma interrogato per poter trovare insieme a lui una negoziazione, un compromesso rilevante per riunire le varie parti di sé e far emergere il “vero sé”.

Bibliografia

  • Robert M. Sapolsky. Perché alle zebre non viene l’ulcera? La più istruttiva e divertente guida allo stress e alle malattie che produce. Con tutte le soluzioni per vincerlo. Ed . Castelvecchi (14 giugno 2018).
  • Boschi; L. Sprugnoli. Superare l’ansia: Mantenere il self-control nel lavoro e nella vita privata. Ed. De Vecchi s.r.l. (2010).
  • Bauman Zygmunt. Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone. Collana, Economica Laterza. Roma. Ed. Laterza (1998).
  • Andrisano, C., Chiesa, A., & Serretti, A. (2013). Newer antidepressants and panic disorder: A meta-analysis. International Clinical Psychopharmacology, 28, 33-45.
  • Faretta, E. (2018). EMDR e disturbo di panico. Dalle teorie integrate al modello di intervento nella pratica. Milano: Edra.
  • Gallagher, M. W. et al. (2013). Mechanisms of change in cognitive behavioral therapy for panic disorder: The unique effects of self-efficacy and anxiety sensitivity. Behaviour Research and Therapy, 51, 767-777.
  • Rovetto, F. (2003). Panico. Origini, dinamiche, terapie. Milano: McGraw Hill
  • Taylor, S. (2006). Disturbi di panico. Monduzzi
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Kairos

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *